Tutti alle urne in ordine sparso

Le votazioni per rinnovare il Parlamento Europeo si terranno dal 23 al 26 maggio 2019. In tutta la UE, in fatto di elezioni, esiste un solo comun denominatore: tutti i cittadini europei hanno il diritto di votare e presentarsi come candidati alle elezioni continentali. Punto e basta: tutto il resto varia da Paese a Paese. Diverso il giorno per andare alle urne; diversa la procedura per registrarsi alle liste elettorali (a Cipro e in Irlanda la registrazione va ripetuta ad ogni tornata elettorale); diversa l’età minima per recarsi ai seggi (di solito sono 18 anni, ma in Grecia ne bastano 17, e in Austria e a Malta si scende a 16); diverso infine il modo d’intendere quello che da noi si chiama “diritto-dovere”: in Belgio, Cipro, Grecia e Lussemburgo il voto è obbligatorio. Chi è residente e iscritto nelle liste elettorali di uno di questi quattro Stati (anche se è danese o italiano) è costretto a recarsi al seggio, anche se non gli va.

Ma facciamo il caso nostro: se abitate in Italia e siete cittadini Italiani, potrete (ovviamente) votare in Italia. Se invece vivete oltre confine, ma all’interno della UE, potrete votare sia in Italia che nella nazione in cui risiedete al momento di andare alle urne. Ma attenzione: non si può votare due volte. Avete solo un voto a disposizione.

Facciamo un esempio ancora più concreto (pigliando spunto dal sito del Consolato Generale d’Italia a Parigi): se un cittadino italiano residente in Francia volesse votare per dei candidati che si presentano in Italia, basterà che sia iscritto all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE). Potrà così recarsi ai seggi che saranno istituiti dalle rappresentanze diplomatico-consolari italiane. Questi elettori riceveranno a casa da parte del nostro Ministero dell’Interno il certificato elettorale, con l’indicazione del seggio presso il quale votare.

Ma se il medesimo cittadino italiano volesse invece votare per i membri del Parlamento Europeo spettanti alla Francia, allora dovrà esercitare questa opzione presso il Comune di residenza (Mairie). Tale opzione comporta l’eliminazione del proprio nominativo dall’elenco elettori fornito dal Ministero dell’Interno italiano: una volta esercitata l’opzione non si potrà per la prossima consultazione elettorale esercitare il diritto di voto per i candidati italiani. La legge prevede anche la possibilità di votare per i candidati italiani in Italia, in caso di rimpatrio, facendone domanda all’Ufficio elettorale del proprio Comune italiano di riferimento entro il giorno precedente alla votazione, esibendo il certificato elettorale ricevuto al proprio domicilio estero.

In sintesi: se volete votare per i candidati francesi, dovrete giocare con le regole francesi. Ogni Paese ha le sue. Alla faccia del Mercato Comune, dell’Atto Unico, dei sacri principi del Manifesto di Ventotene e del passaporto eguale per tutti.

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