Per Veronica le regole comunitarie non sono affatto stupide

Riportiamo un resoconto della lezione su “Le regole fiscali europee sono davvero stupide?”, tenuta da Veronica De Romanis il 28 gennaio 2019 alla “Scuola di Liberalismo” di Roma. Qui si può ascoltare la lezione completa: https://www.radioradicale.it/scheda/564286/scuola-di-liberalismo-2019-le-regole-fiscali-europee-sono-davvero-stupide-lezione-di

Austerità, crescita, debito pubblico, Unione Europea, Euro. Sui giornali e in TV non si parla d’altro, peraltro senza venire mai a capo di nulla. Molti politici – e anche molti giornalisti, che spesso sono solo politici mascherati, al servizio di questo o di quell’altro – gettano sul tavolo della discussione parole a caso, sapendone poco, e facendone capire ancora meno. Lezioni come quella di Veronica De Romanis sono quindi una boccata d’aria fresca, per la semplicità con cui spiega idee e concetti che, in altri contesti, vengono presentati come strambe astruserie da tecnocrati.

Al centro di tutto c’è l’idea di responsabilità, nel senso che “se io condivido una moneta, quello che fa un Paese ha sempre un impatto sugli altri.” È come stare in un condominio: “Se rompo l’ascensore, chi lo paga? Bisogna avere regole condominiali, rispettate da tutti. La stessa cosa è l’unione monetaria. Se aumento di molto il debito pubblico, questo può avere un effetto contagio”. Questa preoccupazione è emersa durante la crisi greca, di cui la professoressa ha ripercorso i passaggi, spiegando a quali difficoltà si è andati incontro e quali insegnamenti si possono trarre da quell’evento. “Se un Paese ha finanze pubbliche in disordine, questo infetta anche gli altri. Lo abbiamo visto durante la crisi. Ecco perché non si possono imporre le stesse politiche fiscali – perché quella è una decisione dei governi nazionali – ma si possono introdurre regole, chiedendo ai vari Stati di rispettarle: l’obiettivo ultimo è di avere politiche fiscali sostenibili e con debiti e disavanzi pubblici – sotto controllo”.

A dispetto di ciò che si racconta, le regole fiscali sono state spesso applicate in modo blando. E ciò è stato talvolta un male, perché ha attenuato gli incentivi alle riforme, incoraggiando l’azzardo morale. In altri casi invece è stato un bene – o comunque una necessità ampiamente giustificata dalle circostanze – perché si è preso atto che un’eccessiva rigidità produceva conseguenze nocive. “Si capì – ha affermato la De Romanis – che le regole dovevano tener conto del ciclo economico”. Alcune norme sono state infatti cambiate nel corso del tempo, come è stato ad esempio per il disavanzo strutturale. In una conferenza sulle regole, Veronica De Romanis non ha dimenticato di rispettare la più importante: quella della chiarezza. Una dote rara in un Paese – spesso diffidente e ostile verso i dati e le evidenze empiriche – dominato da azzeccagarbugli, venditori di fumo e filosofi della domenica.

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